Una confessione: ho scoperto l'acqua calda!

 

Ho scoperto che il Paziente che si rivolge al chirurgo estetico per modificare un aspetto del proprio corpo ha un disagio, e non un “qualcosa in più”, o che “ se ne può fare a meno”. É un bisogno, un bisogno che quasi sempre è necessario per raggiungere un obiettivo sempre importante: sentirsi meglio.

 

Presuntuosamente per qualche anno, dopo che ho iniziato ad occuparmi di chirurgia estetica, dopo anni di traumatologia oncologia funzionale, pensavo di aver smesso di “fare il Medico” e di non curare più le persone malate, ma di occuparmi di “sfizi”.

Me ne sono accorto dopo un pò di tempo: il Paziente che si vede dei problemi estetici sta male e in quanto sofferente, va trattato in quel senso, con il rispetto che si deve a qualunque persona che soffre.

Riguardando i Pazienti della prima visita ritornare al secondo, terzo, quarto controllo e vedendoli stare seduti in sala di attesa, il cambiamento nel modo di camminare, paziente dopo Paziente, mi sono accorto che erano diventate ALTRE PERSONE.

 

Ma me ne sono realmente reso conto GUARDANDO LE FOTO DEI CONTOLLI !

CAMBIATO TUTTO, postura, vestiti, sorriso, tono della pelle, sicurezza in se stessi.

 

 

Ma è stata una fortuna per me accorgermene: ora ho più rispetto per il Paziente, per i sacrifici che fa in termini economici-sofferenza-tempo-disagio sul lavoro-famiglia, per il proprio Obiettivo.

 

E ho più rispetto per me, sentendomi anche meglio e soddisfatto.

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